Ultima modifica: 10 Febbraio 2019

ACCORDIAMOCI PER CONCERTARE

CONCERTO PRIMAVERA 2019

 

 

“I miei versi, più che letti, sono fatti per essere cantati”

Zwani’ era il nome con il quale Giovanni Pascoli era chiamato dalla madre: Giovannino, nel dialetto romagnolo.

Abbiamo deciso di dare questo titolo al nostro progetto proprio perché ci pareva sintetizzasse bene quanto abbiamo voluto fare: cogliere, non tanto, l’ufficialità ed il valore culturale indubbi del poeta, ma la sua parte intima più dolce, evidenziando il suo amore per la valle del Serchio, per la gente dei nostri posti, per le storie umili, le tradizioni, per i bambini e per il pane di casa.

Il poeta inoltre non era indifferente al fascino della musica.

Egli aveva sempre desiderato comporre per il teatro lirico un libretto capace di dar vita ad un nuovo melodramma italiano, che uscisse dagli schemi del verismo per avviarsi verso significati simbolici, ideali, tutti interiori.

Da qui il suo amore per i raffinati musicisti francesi Debussy, Massenet, Gounod, per alcuni musicisti dell’est europeo tra cui Wagner e Dvořák e per il “sommo maestro” Giuseppe Verdi.

Amico di Puccini, Catalani, Luporini  coi quali amava incontrarsi nello storico “Caffè Di Simo”  spesso chiedeva loro e ad altri insigni compositori dell’ epoca, tra cui Zandonai, Leoncavallo e Mascagni, di mettere in musica i suoi versi senza, ahimè, avere da nessuno risposta in tal senso tanto che il tentativo di scrivere per il teatro si tinse per il Pascoli di toni davvero melodrammatici, nel senso musicale di sconfitta ed annullamento, tanto da fare di questa pagina della sua vita una piccola tragedia lirica, in cui c‘erano tante parole e, purtroppo, nessuna musica.

Nel primi anni del “900 Pascoli aveva chiaramente compreso che i suoi drammi non sarebbero mai arrivati sulle scene: molti studi e molti spunti poetici realizzati gli restavano inutilizzati tra le mani.

E’ proprio in questo senso che si muove la nostra lettura della vita del Pascoli: attraverso l’esecuzione dei brani di alcuni tra questi musicisti tanto amati e al tempo stesso odiati dal poeta.

Vogliamo raccontare di lui, non dimenticandoci le tragedie della sua esistenza che rese la sua vita familiare in un certo senso “diversa”, preferendo però orientare questa esperienza verso una rivalutazione del suo rapporto con la terra, con la campagna, con gli artisti a lui vicini; rapporto che, se non sempre facile, fu certo affettuoso e duraturo, come testimonia l‘ iscrizione pascoliana sul duomo di Barga.

“La musica” delle campane di questa chiesa fu da lui tanto amata. Il suono di queste lo accompagnerà sia nei momenti di gioia che in quelli più drammatici per gran parte della sua esistenza.

Il concerto si terrà venerdì 17 maggio 2019 alle ore 17,45 presso la chiesa dei SS. Ippolito e Cassiano a Mutigliano.

Affiancheranno l’orchestra degli alunni della scuola:

  • Sara Fanucci – violino
  • Giulia Fratoni – voce
  • Sofia Paterni – arpa
  • Cristina Paterni – flauto
  • Simone Soldati – tromba
  • Andrea Pinna – organo
  • Alberto Tesi – pianoforte
  • Enrico Giuntini – tastiere
Il concerto, i cui testi sono stati realizzati da Alessandro Tesi in collaborazione con gli alunni della scuola, sarà presentato dalla professoressa Elena Moncini e vedrà la partecipazione dei danzatori Corinna Belmonte, Bianca BenedettiGinevra Conforti e Ilir Simi.

Antonio Della Santa

Grafica: Gary Frank

Vedi anche: CONCERTO PRIMAVERA 2018

Vedi anche: CONCERTO PRIMAVERA 2017