Ultima modifica: 25 Novembre 2021

LETTERA DI NONNO GIACOMO

Care bambine e cari bambini,

secondo voi si può misurare la gioia? Forse in chilogrammi o in altezza. E si potrà dire: “Sono felice 150 kg o 234 metri di altezza”. Non lo so. Oppure la gioia si misura in abbracci o baci, o sorrisi e gesti gentili. Forse.

Vi scrivo questo perché quando ho saputo che il vostro istituto è stato intitolato a Giacomo Puccini, ho provato una felicità come di pienezza. Ecco come se avessi mangiato quattro piatti di lasagne, tre pizze e una marea di dolci e ora con un pancione grosso grosso sto seduto accanto al camino felice e rido da solo.

Certo la vita con me è stata lieta. Ho fatto quello che ho sempre amato fare: la musica e poi scrivere storie che mi appassionavano. Oggi forse qualcosa lo cambierei ma fin da bambino ho sempre sognato di diventare un compositore.

E per questo vi scrivo. Non per raccontarvi la mia vita ma per raccontare la vostra. Buffo, non credete? Eppure è così.

Allora ascoltate qualche consiglio di nonno Giacomo.

Come prima cosa vivete i vostri sogni e cercate di realizzarli e non importa se ogni tanto cadrete, Perché rialzarsi significa trovare sempre qualche amico o amica al nostro fianco pronto ad aiutarci.

Studiate e ascoltate, ma soprattutto fate sempre domande: dovete essere curiosi perché è questo che vi aiuterà a scoprire sempre cose nuove.

E poi fatevi contagiare. No, non dal virus, ma dai colori, dalle forme, dalle nuvole nere o bianche, dalle gocce della pioggia o dai fiocchi di neve, dalle note di un violino o dal suono di un tamburo, dal sapore di un salsicciotto o da quello di un panino, da parole di un libro o dalla tavola di un fumetto, da un film, da un racconto e forse anche da una lettera. E magari proprio da una lettera come questa che un nonno scrive ai suoi bambini.

Oggi sono felice e anche se fuori piove so bene che dietro le nuvole c’è sempre il sole.

Vi abbraccio tutte e tutti in un abbraccio circolare che vi stringe e protegge.

Nonno Giacomo

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